Adolescenti a colloquio

Il frammento che segue deriva da appunti presi in un tempo lontano, quando ancora esistevano i giovani.
Stava lì, il primo, come se niente fosse, sulla banchina, con i suoi risvoltini, i suoi fantasmini, le sue cavigline mangiate dal freddo.

Arriva il secondo: si annusano, si riconoscono

《Oh vez, come va?》
Mimano un braccio di ferro, poi un pugno.
《Lascia stare, stamattina la sveglia è stata da non ti dico.》

Si toglie gli auricolari, l’ultimo arrivato.
《Com’è?》

Il primo fa un sorriso furbo.
《Quando è entrata in camera mia mamma stavo scopando.》

Il secondo strabuzza gli occhi.
《Wa! Con chi?》

《No, dai, lasciamo perdere.》

L’amico non demorde. Mima un pugno allo stomaco.

《Dai, vez, chi?》

Il fenomeno si guarda intorno, poi davanti, poi per terra. Abbassa la voce.
《No, cioè, stavo sognando di scopare.》

Non fa una piega l’altro, un vero amico. Ripete le stesse parole,
《Wa! Con chi?》

Cerca di allontanarsi, il primo, avvicinandosi al treno che si sta fermando. Urla contro l’amico.
《Eh, beh, oh ma che vuoi? Stammi lontano: mi attacchi il coronavirus.》

L’altro mostra i denti bianchissimi in un sorriso divertito.
《Sono negro, non vengo mica dalla Cina, coglione.》

Photo by Gaelle Marcel on Unsplash

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.