Dopo il Ciccio, Giorgio è la persona più famosa del treno.
E’ un ragazzo tra i venti ed i trent’anni. Veste sempre con gli stessi vestiti, tanto che ho il ricordo (falso, suppongo) che stia con il giaccone pesante anche d’estate.
Uno come me, insomma.
Ha un amore quasi infantile per i treni: il suo profilo personale su Facebook è tappezzato di binari, rotaie, vagoni e tutto il resto del materiale ferroviario. E ovviamente è il presidente dell’associazione dei pendolari della mia tratta.
Ovviamente gli voglio bene: a lui, alla sua disponibilità, alla sua conoscenza minuziosa della tratta e soprattutto ai suoi SMS e ai suoi messaggi nel gruppo Facebook dei pendoalri, con i quali avvisano in tempo reale di ritardi, pur con un linguaggio incomprensibile (“Il 303 è fermo a Caserosse causa sostituzione materiale”).
Poi c’è Piero, trent’anni in più di Giorgio, un aspetto che vorrebbe essere giovanile, se non fosse tradito dai capelli bianchi. Piero gestiva un comitato di pendolari quando io non conoscevo neanche la tratta.
E’ più saccente e più ignorante di Giorgio, ma molto più combattivo o almeno così narrano le legende.
Ora Piero ha un gruppo Facebook separato rispetto a quello ufficiale del comitato, gruppo che si occupa principalmente di rivangare il passato e di sospirare su quanto servirebbero anche oggi le lotte fatte dieci o vent’anni fa.
Se Giorgio e Piero – e lo dico senza alcuna ironia – riuscissero ad unificare i loro gruppi Facebook e a tirarli fuori da Internet, risolleverebbero le sorti, non solo dei nostri treni ma di tutta Italia.
Ma basterebbe anche che gente come me, invece di criticarli, desse loro una mano.
>Se Giorgio e Piero – e lo dico senza alcuna ironia –
Però li hai chiamati Giorgio e Piero. E sai come funziona tra Giorgio e Piero. Prima di allearsi, devono incrociare i peni in segno di reciproca stima.
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Certamente. E se riuscissero ad allearsi, potrebbero andare insieme alla ricerca del pene d’ebano.
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> o almeno così narrano le legende.
Sembra proprio così:
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‘Nche senzo?
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