Veste tutto di verde. Scarpe, pantaloni, maglietta sopra e maglia sotto: tutto verde, cambia solo leggermente la tonalità. Calzini, canottiera e mutande non pervenute, per fortuna.
È completamente calvo, un paio di occhialini che ricordano un po’ quelli del conte di Cavour e uno sguardo incattivito, sempre.
Legge di tutto. Negli anni l’ho visto passare da una Guida turistica del Caucaso alla Critica della ragion pura, dalla Storia del fascismo a Pippi Calzelunghe.
Le letture più leggere le fa in inglese: sembra avere una fissazione per questa lingua, anche se non fa grandi progressi, visto che è fermo sempre a scritti Basic Level.
Non ispira molta fiducia, come è facile immaginare, ma non tanto per gli aspetti appena descritti, quanto per un semplice particolare: maledice tutti.
Lo fa sottovoce, masticando parolacce e sputandole via. Non credo se ne renda conto: non sembra in grado di distinguere tra il pensare e il parlare. E fa tutto il viaggio così, lo sguardo torvo e tra i denti sentenze che di solito si urlano o si tacciono.
Musica di merda, giovani del cazzo.
Frega assai dei cazzi tuoi.
E se quel gomito te lo ficcassi in culo?
Passa pure davanti a tutti, della serie La figa ce l’ho solo io.
Spesso non riesco neanche a sentire cosa dice.
Probabilmente in quei casi sta maledicendo me.