Ore 7.48 di mattina. In stazione manca ancora qualcuno. Alcuni si riparano nel sottopassaggio per sopravvivere alle intemperie che ogni stagione sa offrire (e in questa stagione particolare ve n’è una vasta gamma).
Ore 7.51. Pronti!
Suona una campanella a sinistra. Indica che un passaggio a livello sta abbassando le stanghe: tra tre minuti il treno arriverà in stazione. Il sottopassaggio si svuota. I pendolari si piegano in ginocchio, subito prima della linea gialla. Pavlov sorride soddisfatto.
Ore 7.54. Ai posti…
Suona un’altra campana, stavolta a destra. Anche il secondo passaggio a livello sta abbassando le stanghe: il treno arriverà tra un minuto esatto. Anche i più flemmatici mettono via libri, giornali e discorsi. Le ginocchia si sollevano da terra.
Ore 7.55. Via!
Preceduto da un rumore meccanico, il treno supera la curva e si palesa a tutti gli astanti. La folla inizia ad ondeggiare, cercando di prevedere dove effettivamente il treno si fermerà ed aprirà le porte. I veterani riescono sempre a piazzarsi in pole position, ma sanno anche che questo non basta. Da questo momento in poi, le azioni si susseguono velocemente e la stazione si trasforma in giungla.
Ore 7.55.30. L’apertura delle porte e la discesa dei passeggeri può mutare l’assetto iniziale e comunque, anche una volta salito, devi far fruttare i geni sopravvissuti a millenni di urbanizzazione. Devi identificare, e devi farlo con un colpo d’occhio, lo scompartimento che imprigiona la tua preda: un posto libero.
Se riesci a superare questa prova primordiale, per contrapposizione i freni inibitori interverranno e non potrai dare a vedere che agogni quel posto come un avvoltoio la sua carogna. Devi rallentare il passo e avvicinarti con noncuranza.
Finalmente sei lì, stremato dal picco di adrenalina e con la bava alla bocca.
Stai per sederti.
– Lì c’è ancora un posto ma si sta per sedere quel signore…
– Scherza, signora? Ma prego, si sieda lei, non si preoccupi…
Che gentiluomo sei. Ho visto pendolari assestare con noncuranza gomitate alle vecchiette pur di sedersi 🙂
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