Er Finestra

Luca, detto Er Finestra, è il compagno di viaggio di tutti i pendolari – che dico? di tutti i viaggiatori! – d’Italia. Dopo Mike Bongiorno, è il personaggio che più ha unificato nord e sud di questa nazione.

E’ la sintesi vocale che lancia anatemi e presagi dagli altoparlanti di tutte le stazioni. La stessa voce da Caropepe Valguarnera a Poggiorusco, che poi è la stessa che ti impone a non riagganciare per non perdere la priorità acquisita per insultare il povero cristo che lavora al call center della tua compagnia telefonica.

Faccio fatica a parlare di lui: è uno dei pochi argomenti in cui rischio di diventare un vecchio sentimentale, di quelli che Si stava meglio quando si stava peggio.

C’è stato un tempo, infatti, in cui la voce – umana, umanissima – che annunciava gli arrivi ti sbatteva in faccia la mancata unificazione culturale dello Stato Italiano.

– Paliemmo, stazione di Paliemmo.
– Bulagna, stasione d’ Bulagna.
– Livorno, deh, stazione di Livorno.
– Lecce, stazzzione di Lecce.

Per non parlare di quella volta, alla stazione di Millemondi, in cui la signorina che dava gli annunci aveva probabilmente accanto un collega stronzo che la faceva ridere.
Tutti i viaggiatori in attesa al binario 2 hanno perso il treno perché non hanno compreso che glielo avevano spostato al binario 10. Ma bisogna dire che la signorina aveva una risata contagiosa.

Forse sono solo io che invecchio, ma l’idea der Finestra che ride sguaiatamente mi terrorizza.

3 pensieri su “Er Finestra

  1. Anche io sto ridendo, ma sommessamente, per non farmi cogliere dalle colleghe. Er Finestra è monotono, in effetti, a tratti inquietante. Ma indietro non si torna, purtroppo, o per fortuna, perché devo dire che tra scherzi di colleghi, fughe in bagno urgenti, pomiciate improvvisate, capitava spesso che si dimenticassero di fare gli annunci…

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  2. Io per fortuna nei tempi preEr Finestra non ero pendolare: al massimo usavo il treno per qualche vacanza, quindi non ho grandi esperienze.
    In quei casi, prima dell’arrivo del lavoro e dei figli, se si perdeva qualche treno non era un dramma 🙂

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