Parte 7: Il ragazzo mediorientale
Alice era pronta a cambiare vagone, quando una voce la fermò.
“Non ti conviene andare lì. Dove devi andare?” le disse qualcuno alle spalle.
“Questi viaggiatori sono fin troppo loquaci e impiccioni” pensò Alice girandosi.
A parlare era stato un ragazzino mediorientale.
“Dove devo andare non mi importa molto” disse Alice.
“Allora qualsiasi vagone va bene” disse il ragazzo.
“… purché arrivi al locomotore” aggiunse Alice per spiegarsi meglio.
“Per questo puoi stare tranquilla” disse il ragazzo. “Basta che non ti stanchi di camminare”.
Ad Alice sembrò che tutto questo fosse abbastanza vero e perciò passò a un’altra domanda:
“Perché non dovrei andare nel prossimo vagone?” “Nel prossimo vagone ci sono due matti” “Ma io non ho nessuna intenzione di andare fra i matti!” rispose Alice un po’ risentita.
“Ah non ne puoi fare a meno!” disse il ragazzo. “Qui siamo tutti matti. Io sono matto. E anche tu sei matta”.
“Come fai a dire che io sono matta?” domandò Alice.
“Devi esserlo” rispose il ragazzo. “Altrimenti non saresti arrivata fin qui”.
“Vai dal macchinista?”
“Mi piacerebbe molto” disse Alice.
“Ci rivedremo là” disse il ragazzo. E corse via.
Alice restò a pensare. Era indecisa se seguire il consiglio del ragazzo e restare in quel vagone, oppure affrontare il vagone dei matti.
Nel vagone dove si trovava attualmente c’era ancora la famiglia con il padre che lanciava coltelli, la madre nevrotica e il bambino urlante.
Alice preferì affrontare il vagone dei matti. E aprì la porta.
(Continua…)
se un vagone viene additato come quello dei matti, dev’essere davvero messo male visto il livello di tutti i vagoni… rimango in attesa di conoscere i folli
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