Una fine e un principio

Ho preso il treno per una decina d’anni e tanto di questi dieci anni, di questo treno, è finito in questo blog.

In treno ho scritto la tesi di laurea e un romanzo, ho incontrato tantissimi personaggi, ho scritto racconti, ho visto la primavera, una pandemia, un alluvione.

Adesso quel treno quasi non c’è più: da un anno è in corso l’interramento della linea e i lavori proseguiranno per chissà quanto. Gran parte del viaggio ora si fa in autobus e non è facile scrivere in autobus.

Alla fine quindi ho fatto il grande passo, il fallimento politico per eccellenza per uno che scrive su un blog del genere: ho comprato un’auto.

Adesso in treno (in autobus) ci va mia figlia.
Non so se scriverà mai: i giovani non usano più i blog.

Ma io non ho certo smesso di scrivere. Anzi, ho alzato la posta: nuovi racconti, un nuovo romanzo.

Questo blog chiude.

Il nuovo blog si chiama Ipertimesia e parla di tutt’altro: parla di futuro prossimo, di ciò che la tecnologia ci ha fatto diventare, di ciò che in fondo siamo sempre stati.

L’ipertimesia è una malattia rara (forse addirittura inesistente) di chi non riesce a dimenticare mai niente, come tutti noi con i nostri telefoni. ChatGPT mi ha proposto un sottotitolo che mi è subito piaciuto: Storie da un futuro indimenticabile.

Se vi va, ci vediamo di là, anche se è ancora in costruzione.

Buona lettura.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.