《Io sono stufo del nord. Ma tu guarda che caldo. Che poi non è neanche il caldo: è l’umidità.》
L’uomo, che per comodità chiameremo Davide Dunning, fa la sua dichiarazione con convinzione, guardando fisso la sua interlocutrice, con occhi grandi e annoiati dentro un volto per il quale la lingua italiana si è dimenticata di fornire un aggettivo.
Per fortuna a colmare la lacuna ha provveduto il siciliano: una facc’ ‘i ‘mpigna.
Il significato della parola è incerto: sembra derivi dal francese e voglia dire faccia da tornitore. Non è dato sapere da dove nasca il pregiudizio per il quale i tornitori abbiano la faccia tosta di chi crede di saperla lunga.
Ma sto divagando.
Davide continua a parlare. La lamentela sfocia in una decisione irrevocabile: 《Ah, guarda, prima o poi lo faccio: prendo due o tre cose e mi trasferisco al sud, ché saranno pure ignoranti ma almeno si sanno godere la vita》. Gli occhi si staccano dalla compagna, si affacciano al finestrino e diventano sognanti. 《Ma sai che bello sarebbe vivere in un paese di mare!… In Calabria… che so?… a Livorno!》
La donna, che per comodità chiameremo Giustina Kruger, lo guarda sconsolata. In comune con il più famoso Freddy ha solo il cognome: è un donnone giunonico, con vestito leggero a fiori d’ordinanza e corpo abituato a portare pesi immani, tipo il marito ad esempio, con la pazienza nelle braccia e un astuccio di inoppugnabili certezze in borsa.
Giustina, appunto, gli lancia un’occhiata sdegnata, sorride, gli dà una leggera spinta affettuosa e lo zittisce:《Ma te ghel sei proprio gnurant, altro che quelli del sud. Livorno non è in Calabria: è in Liguria, asèn!》.