Il nuovo che avanza

《Che poi sono tutti uguali, non è che io…》
Il ragazzo lascia la frase in sospeso. L’amico non conferma né smentisce: si limita ad un sorriso che potrebbe essere di approvazione come anche denigratore.

Il primo ragazzo continua: 《Noi appoggiamo la Lega ma io sono in una lista a sé. Il candidato a sindaco a volte mi piace a volte no》.

《Posso?》 chiedo, interrompendo la discussione.
Posso? oppure È libero? sono le due espressioni socialmente accettate tra i pendolari in sostituzione del più sincero Togli quel cazzo di zaino e fammi sedere.

Il candidato mi sorride e libera il posto. È molto gentile ma non riesce a nascondere del tutto un moto di fastidio. Continua, quindi, il suo monologo e mi dà sempre di più la sensazione di vestire panni e parole più adulte di lui. Non è chiaro se stia cercando un voto o un’approvazione.

L’amico è un ragazzone, di età e vestiario simili ma con una barbetta rossa che gli dona una personalità che manca alla faccia pulita del suo coetaneo. Sembra annoiato dalla discussione e non sembra capire bene neanche lui dove si vuole andare a parare. Alla fine comunque cede: 《Va bene, fammi vedere il vostro programma…》.

Il candidato apre un PDF al cellulare e lo porge. L’amico scorre il tutto. Via via che procede con la lettura il suo sorriso diventa sempre più beffardo, finché non riesce più a non commentare, distrattamente, mentre mantiene gli occhi sul dispositivo: 《Dunque… volete la chiusura dei campi rom? E la gente che ci vive dove va?》

《Ah, non preoccuparti!》 risponde pronto il candidato. 《Tanto da noi ad Orefice non c’è nessun campo rom》.

《Ah, certo》 commenta l’amico, con un sarcasmo non più nascosto. 《Vediamo un po’….》 borbotta mentre prosegue la lettura. 《Assegnazione delle case solo a chi ha la residenza storicamente ad Orefice credo sia illegale… Mmm… Quest’altra roba è impossibile… Già già… il Blue whale è una cazzata…》.
Va avanti cosi e quando finisce restituisce il cellulare. Stanno in silenzio per qualche secondo, finché non riesce più a trattenersi: 《Ma fammi capire, ma perché cavolo ti sei candidato?》

E a quel punto getta la maschera anche l’altro, mentre io faccio finta di non ascoltare e osservo le sue scarpe da ginnastica che stonano terribilmente con un bel paio di pantaloni eleganti bianchi e lindi.
《Io non volevo!》 esclama. 《Mi ha obbligato la mamma! Dice che alla lista serviva un volto giovane!》

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