Le cuffie

Cuffie

Nel gruppo di ragazze c’era sempre la fortunata con un giradischi portatile.
Si andava “a fare la monda”: un lavoro duro. Schiena piegata a raccogliere riso, piedi in ammollo che promettono future artriti.
Divertirsi era un dovere, farlo insieme una necessità, farlo ballando in qualunque piazzale lo rendesse possibile una bellezza.
Poi arrivò il benessere. Niente più mondine e, qualche anno dopo, niente più giradischi.

— Vai pure dove vuoi, Società: io ho il mio walkman. Vai, società, vai! (Marco Paolini, Io e Margaret Thatcher)

Nel gruppo di ragazzi in gita scolastica tantissimi hanno un walkman.
Divertirsi è un dovere verso le regole comuni, farlo in discoteca ascoltando musica orribile è una necessità per la perpetuazione della specie, farlo ballando in modo ridicolo è un impulso dettato dagli ormoni impazziti dell’adolescenza.
Ma quando vuoi ascoltare musica, vera musica, musica tua, c’è il walkman e un paio di auricolari. Uno per orecchio, in teoria, ma in pratica in gita un orecchio lo si sacrifica e un auricolare va alla bella di turno o, se tutto va male (e in gita con le coetanee va sicuramente male) con un amico scroccone.

Nel gruppo di pendolari universitari in molti hanno le cuffie, atomiche.
Ognuno le proprie cuffie, ognuno la propria musica, ognuno le proprie playlist.
E tutti, ciascuno secondo il proprio ritmo, ondeggiano la testa, dicendo sì ad un imprecisato futuro.

Ma poi non è neanche vero che la playlist è propria: verrà condivisa sui social network, se ne parlerà con gli amici, dentro e fuori Internet, con quelli rimasti vicini per mancanza di coraggio e con quelli che sono andati a fare la monda all’estero. Si conosceranno note e affetti in modi incomprensibili agli anziani.
Divertirsi resterà un dovere, farlo insieme una necessità e la bellezza sopravviverà in nuove orecchie, in nuovi modi.

2 pensieri su “Le cuffie

    • Dici? Giuro che non era mia intenzione 🙂
      Il fatto è che ODIO i vari vecchi (vecchi dentro dico) che “oh i giovani d’oggi… oh si stava meglio quando si stava peggio”…
      E quando ci casco anch’io, poi mi sgrido da solo.
      Quindi fondamentalmente questo post è un “Oh i giovani d’oggi… nah, sono io che sono un cretino” 🙂

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