Parte 5: Il fungo del rasta
Alice guardò pensosa il fungo che le porgeva il ragazzo Rasta appena conosciuto nel vagone. Alla fine concluse che ormai la giornata non poteva andare peggio: prese il fungo e ne mangiò una buona metà.
D’un tratto sentì un forte colpo sotto il mento; infatti il mento aveva urtato contro i piedi!
Spaventata per l’improvviso cambiamento, ma pensando che non c’era un attimo da perdere, dato che continuava rapidamente a rimpicciolire, Alice s’affrettò a mordere un altro pezzo. Il mento era ormai tanto attaccato ai piedi che, per aprire la bocca soltanto un po’, Alice dovette fare uno sforzo doloroso. Però vi riuscì e inghiottì un altro pezzo di fungo.
“Finalmente, la mia testa è libera!” disse Alice contenta. Ma la sua felicità si mutò subito in apprensione quando si accorse che non riusciva più a vedere dove fossero finite le sue spalle. Guardando in giù vide soltanto un collo lunghissimo: esso sembrava levarsi come un alto fusto sopra un mare di foglie verdi, che parevano perdersi lontano.
“Che cos’è tutto quel verde laggiù?” si domandò Alice. “Dove sono le mie spalle? E le mie mani? Perché non le vedo?” Cercò di muovere le mani, ma non sentì altro che un lieve fruscio tra le verdi foglie lontane.
Allora capì che sarebbe stato inutile tentare di portare le mani alla testa e cercò almeno di abbassare la testa fino alle mani. Fu molto contenta quando vide che il suo collo si snodava in tutte le direzioni, come un serpente. Era appena riuscita a curvare il suo lungo collo a zig-zag e già si preparava a tuffarlo fra tutte quelle foglie (erano le cime degli alberi sotto i quali aveva camminato prima) quando un fischio acuto la fece fermare all’improvviso.
Probabilmente nel frattempo il Signor Bianchi e i colleghi si erano rassegnati e avevano fatto ripartire il treno. Alice festeggiò andando in bagno a vomitare.
Dopo un tempo imprecisato, Alice tornò cosciente. Non aveva alcuna intenzione di rivedere anche solo per un minuto il ragazzo rasta, così cambiò ancora vagone.
(Continua…)
I giochi di specchi di certi lunapark, dove ti allungi, allarghi, abbasssi, deformi. Un risotto con certi funghi può risultare pesante
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Una nota a margine: questo post è l’estremo della parodia, praticamente una truffa. E’ quasi completamente copia-incollato dall’originale 🙂 . Che quello del Brucaliffo fosse un fungo allucinogeno lo penso da quando avevo 12 anni 🙂 .
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Ragazzino sveglio
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